Gimme5 salvadanaio digitale per imprevisti e risparmi

Già ci eravamo occupati di Gimme5 quando abbiamo recensito questo innovativo servizio che con appena 5 euro di investimento consente, senza vincoli, di investire in un PAC Piano di Accumulo del Capitale.

Torniamo a scriverci su guardandolo non tanto come servizio di investimento bensì come ammortizzatore contro imprevisti o per raggiungere un obbiettivo.

PAC contro gli imprevisti

Al di là di ogni possibile guadagno il PAC è particolarmente utile perché consente di mettere, automaticamente, una piccola somma mensile che a fine anno potrebbe essere utile per realizzare un progetto, o purtroppo usata per imprevisti che inevitabilmente possono capitare in ogni momento.

Costi

Tenere il denaro su Gimme5 potrebbe non essere proprio lo stesso di tenerlo nel classico salvadanaio di casa.

Iniziamo a precisare che Gimme5 richiede 1 euro per ogni rimborso. Seppur vero che i soldi contenuti nel salvadanaio digitale Gimme5 vengono investiti, spesso se si sceglie un profilo a basso rischio tutt’al più si guadagnano pochi centesimi viceversa con un piano ad alto rischio si potrebbe perdere gran parte del capitale, senza dimenticare che gli interessi vengono tassati dallo Stato perdendo ulteriormente valore.

Se si decide di attivare il RID/SDD si ha il vantaggio di poter trasferire automaticamente, ogni mese, la somma predefinita in fase di configurazione del servizio. Tuttavia, Gimme5 non rientrando tra le società convenzionate, nella maggior parte dei casi la Banca addebiterà una commissione, nel caso dei correntisti BancoPosta è di 0,40 euro per ogni transazione mentre è addirittura di 0,60 euro per correnti San Paolo/Intesa.

5 euro per 12 mesi

Investendo 5 euro al mese per 1 anno nel PAC di Gimme5 usando il metodo di addebito automatico da un conto corrente BancoPosta, a fine anno avremo investito 60 euro di cui 1 euro sarà andato a finire nelle tasche di Gimme5 per il rimborso, 4,80 euro per il RID di BancoPosta oppure 7,20 euro per correntisti San Paolo/Intesa (praticamente una mensilità), 1 euro per l’imposta di bollo annuale (0,2% se il capitale è superiore a 500 euro) a ciò va aggiunto, solo se si è ottenuto un guadagno, l’imposta del 26% sulle plusvalenze (ridotta al 12,50% per profitti ottenuti sulla parte obbligazionaria di un fondo).
Riassumendo su 60 euro risparmiati in un anno sicuramente 6,80/9 euro saranno sottratte per le spese appena analizzate.

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