Organizzare lezioni di Flipped Classroom

La Flipped Classroom è una metodologia didattica che consente di ottenere un apprendimento significativo.

La traduzione letterale del termine di origine inglese è “Classe capovolta” è di fatto capovolge sia luoghi, tempi e modalità di apprendimento rispetto alla tipica lezione.

La classe tradizionale

Nella classe tradizionale l’apprendimento avviene tramite la classica lezione frontale dell’insegnante, seguita dallo studio individuale dello studente tra le mura di casa e si conclude con la verifica e valutazione, nuovamente, in classe.

La classe capovolta

Nella classe capovolta lo studente apprende la lezione direttamente a casa tramite il materiale multimediale fornito dal docente; pre-requisito fondamentale in questa fase è il possesso di un dispositivo (computer, tablet o smartphone) connesso a internet; successivamente, in classe, l’insegnante assegna le verifiche suddividendo gli alunni a coppie (peer tutoring) o in gruppi omogenei (cooperative learning).
La Flipped classroom si conclude con la fase di valutazione cooperativa e individuale.

La Flipped Classroom è una metodologia didattica di origine americana.

Vantaggi della Flipped Classroom

  • Il tempo
    Trattandosi di un’attività asincrona lo studente può scegliere il momento più adatto quando seguire la lezione e soprattutto non rimarrà indietro a causa delle assenze, come invece avviene con la lezione frontale.
    L’insegnante ha maggior tempo a disposizione in classe per poter approfondire l’argomento poiché già è stato trattato a casa dagli studenti.
  • Il luogo
    Essendo l’apprendimento non più legato alla presenza in classe dello studente, grazie a dispositivi mobile – come smartphone e tablet – può avvenire, non solo tra le mura di casa, ma in qualsiasi altro luogo dove sia, comunque, disponibile una connessione a internet.
  • L’apprendimento cooperativo
    Differentemente da ciò che avviene con l’apprendimento tradizionale, nella Flipped Classroom, le verifiche e le valutazioni avvengono usando la didattica cooperativa, a coppie (peer tutoring) o in gruppi omogenei (cooperative learning) ciò consente non solo di ottenere un apprendimento significativo ma anche fare, al contempo, didattica inclusiva, sviluppando le capacità personali e sociali di ogni studente.

Svantaggi della Flipped Classroom

  • Dispositivi & Internet
    Per applicare efficacemente la Flipped Classroom è fondamentale che ogni studente abbia a disposizione un dispositivo (computer, tablet o smartphone) connesso a internet.
  • Traffico Dati
    Non è sufficiente avere un device connesso a internet per essere in grado di seguire le lezioni in Flipped Classroom ma bisogna tenere in considerazione anche il piano dati sottoscritto dalla famiglia degli alunni.
    Considerando che la maggior parte dei contenuti in Flipped Classroom includono video è necessario avere un abbonamento che sia in grado di non far esaurire rapidamente i Giga.

Risorse per la Flipped Classroom

In rete esistono diversi servizi gratuiti che consentono, previa registrazione di un account, la possibilità di creare lezioni in modalità Flipped Classroom.

Tuttavia è possibile trovare risorse gratuite online usando le principali piattaforme online:

  • Youtube
    Il principale sito web di raccolta video.
  • Rai Scuola
    La sezione della tv di Stato dedicata a video di apprendimento.
  • Wikipedia
    L’enciclopedia libera online.
  • Google Drive
    Per condividere file PDF o altro materiale extra.

Riassumendo

Per organizzare una Flipped Classroom bisogna seguire questi step:

  1. L’insegnante raccoglie il materiale multimediale* (video, link, file) rendendolo accessibile tramite piattaforme tematiche.
  2. Lo studente accede alla lezione da casa, usando un device connesso a internet.
  3. In classe l’insegnante approfondisce eventuali dubbi della classe.
  4. All’interno dell’aula l’insegnante assegna delle verifiche* suddividendo la classe in coppie (peer tutoring) o in gruppi omogenei (cooperative learning)
  5. L’insegnante valuta* le prove sia in gruppo che individualmente.

*tenendo opportunamente in considerazione l’eventuale presenza di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e/o che richiedano dei bisogni educativi speciali (BES).
Inoltre, durante questa fase, se presente in classe alunni diversamente abili (DVA) bisognerà concordare con l’insegnante di sostegno eventuali prove equipollenti.

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