Come vedere il sito durante un trasferimento

Il tempo è uno dei problemi dovuti alla propagazione dei DNS quando si modificano i name server o semplicemente si punta il record A verso un indirizzo IP.

Tale procedura, nonostante viviamo in una società dell’immediatezza, può arrivare perfino alle 48 ore. Durante questo passaggio è importante che tutto sia pronto per evitare errori di time out, 404 ecc.

A questo punto sorge spontanea la domanda, ma se non riesco a vedere il nuovo server come posso caricare database, file e impostazioni varie?

Indipendentemente se state usando un pc Windows, Mac o Linux ciò che va modificato è il file host. In questo documento andrà indicato l’indirizzo ip e il nome del dominio. Eventualmente potrebbe essere necessario svuotare la cache.

Lo svuotamento della cache varia in base al browser installato. Generalmente tale opzione si trova all’interno delle impostazioni di Google Chrome, Mozilla Firefox, Apple Safari, Internet Explorer e Microsoft Edge.

File Host su Windows

Andare su Windows/System32/Driver/etc/host aprire – con i permessi di amministratore – il file e aggiungere in fondo la riga inerente il proprio dominio.

1.1.1.1 nomedominio.tld

Ricordarvi di salvare le modifiche.

File Host su Mac

Aprire il terminale (potete cercarlo da Spotlight) e digitare:

  • sudo nano /private/etc/hosts
  • inserire la password
  • scrivere nell’ultima riga: 1.1.1.1 nomedominio.tld
  • Salvare premendo contemporanemenete CTRL + O
  • Per uscire premere unitamente CTRL + X
  • In alcuni casi potrebbe essere necessario rimuovere la cache: sudo dscacheutil -flushcache; sudo killall -HUP mDNSResponder; say DNS cache flushed

File Host su Linux

La procedura è identica a Mac, con una leggera variazione sul percorso.

Aprire il terminale e in sequenza inviare i seguenti comandi:

  • sudo nano /etc/hosts
  • inserire la password
  • scrivere nell’ultima riga: 1.1.1.1 nomedominio.tld
  • Salvare premendo contemporanemenete CTRL + O
  • Per uscire premere unitamente CTRL + X

Link utili

Per verificare la propagazione dei DNS è possibile usare il servizio gratuito offerto da Whats My DNS. Tuttavia per un controllo approfondito consigliamo di provare intoDNS.

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